A Fabio Sebastiani che, transitando, tiene alto l'Umano
Ripiego
il lenzuolo di me stesso
e lo ripongo
- senz'aria -
ad asciugare nell'armadio.
Trattengo un umido dolore:
il rimedio al fallimento
è stanziarsi fra le pieghe spesse,
lì mettere radici,
lì morire.
Se avessi
morsi nella carne
mi chiederei il perché.
Non lascerei vivere il bruciore
sotto il sale delle lacrime:
le mostrerei.
E non per farmi dire: Povero te!
Per domandare
se tu pure
hai carni tanto morse.
Così fosse,
potremmo camminare assieme
verso il medicamento.
Cosa sono
le ferite di questo nostro dentro
in confronto
alle braccia sanguinanti,
ai volti tumefatti,
ai corpi morti per annegamento?
Abbiamo incontrato chi,
di noi,
è figlio insaputo,
fratello ignoto.
Abbiamo sgranato, increduli, gli occhi
sulla solerzia della Malvagità.
Abbiamo provato
una vergogna fonda.
Human life matters.
Nel transito,
perciò,
restiamo umani!