Luglio 2023: la città è invasa da 150 danzatori
Profonde intese con il territorio perché la danza non sia soltanto un bene a sé stante
L'anfiteatro romano di Benevento. |
In Campania si è sempre parlato tanto delle streghe di Benevento, un capitolo della cultura campana che però ha tante volte valicato anche i confini regionali e nazionali. E a giusta ragione s’è data attenzione in queste settimane alle streghe ed al loro mondo misterioso che torna indietro di generazioni in generazioni. E da queste premesse è scaturito l’evento Struscio di Streghe, a nostro avviso ingiustamente definito un concorso coreografico.
Nei fatti si è rivelato ben più di una competizione per via delle sfilate, dei laboratori artistici e coreografici, delle visite ai musei della città e di tutta la cultura che si è espansa a macchia d’olio per le vie e le piazze della città. E così è appena terminata la primissima edizione di Struscio di Streghe e già si è proiettati alla prossima edizione con numeri e giorni assai più imponenti.
Al Teatro Romano si è conclusa infatti la prima edizione del concorso coreografico, organizzato dalla Fondazione Terre Magiche Sannite e dalla Compagnia Balletto di Benevento, ma si è presentato come molto più di un semplice concorso. È stato in realtà un evento unico nel suo genere che ha attirato l’attenzione di tanti curiosi e appassionati, e ha permesso loro di scoprire nuove chiavi di lettura circa la figura della janara, grazie alle varie interpretazioni coreutiche portate in scena.
Ad aggiudicarsi i premi finali nella serata di gala all’anfiteatro romano sono stati “La chiave di Artemisia” di Livia Bertè, miglior progetto coreografico; “Janara” dell'Academy Dance "Tersicore" di Simona Visone, miglior scelta musicale; “Litha” della scuola “Arabesque” diretta da Teresa Vitale, migliori costumi; per “Un tempo per ballare” diretta da Rachele Iavarone, miglior lavoro sull’immagine.
I premi sono stati assegnati dalla giuria composta dalla madrina dell’evento Clotilde Vayer, già prima ballerina dell'Opera di Parigi e direttrice del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli; Raffaele Paganini, già primo ballerino del Teatro dell'Opera di Roma; Mohamed Maged, ballerino e coreografo della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera; Giosuè Grassia, direttore del Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento; Franco Francesca, eco designer e Roberto Petroccia, hair stylist e make up artist.
Nella giornata precedente la serata finale, invece, il corso Garibaldi della città è stato letteralmente invaso ed animato da numerosi ballerini e musicisti impegnati nella rievocazione di un sabba che, a sua volta, ha fatto seguito a numerosi workshop tenutisi pubblicamente in aree diverse e turisticamente rilevanti del capoluogo sannita.
«Siamo davvero molto soddisfatti per la riuscita dell’evento,» spiega Carmen Castiello, direttrice artistica, «che ha superato di gran lunga le nostre aspettative. Ciò non soltanto per la quantità e la qualità del pubblico presente, ma anche per l'emozione e l’entusiasmo espresso dai 150 danzatori, autentici protagonisti. Ringraziamo perciò tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita di questa bellissima manifestazione che mira sempre più a valorizzare il nostro territorio e la nostra identità. Ci stiamo infatti già preparando per l’evento del prossimo anno che durerà una settimana e che amplierà collaborazioni ed intese con il territorio.»
Dichiarazioni di riscatto e di rivalsa di un territorio da sempre attivissimo ma non sempre seguito dai media, con una direttrice artistica che ha rivalutato oltremodo l’anfiteatro romano, il vero gioiello della città, così come le carceri, i musei, le strade e le piazze di una Benevento più e più site specific cor
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