Un appunto sul volume La mia salumeria poetica. Intelligenze e disperazioni della “carne” umana, di Federico Reccia

Lo definiremmo un diario, questo lavoro, nato dall'esigenza dell'autore di raccogliere ciò che la sua voce ha da dire su diversi aspetti del mondo. Ecco quindi che Reccia parla (in prosa e in poesia) di guerre, lockdown subito durante la pandemia da coronavirus, immigrazione, femminicidio.

Nel descrivere il portato emotivo degli avvenimenti d'attualità, l'autore apre spazi in cui spesso trovano evidenza le contrapposizioni.

Come quella morale fra peccato e purezza:

A fare il melomane

sulla tua riva, sono qui,

e rimbocco i pantaloni a vongola

per non infangare col peccato che è sempre umano

queste acque sempre nuove.

 

O fra sera e giorno:

È sera,

una seria sera

profuma di sé

mentre senti lontana

la puzza del giorno,

oramai, ora sempre.

In tal modo Reccia mira a veicolare messaggi che a tutti siano comprensibili, perché ognuno si è trovato in frangenti in cui quelle contrapposizioni sono state il suo vissuto.