Lo definiremmo un diario, questo lavoro, nato dall'esigenza dell'autore di raccogliere ciò che la sua voce ha da dire su diversi aspetti del mondo. Ecco quindi che Reccia parla (in prosa e in poesia) di guerre, lockdown subito durante la pandemia da coronavirus, immigrazione, femminicidio.
Nel descrivere il portato emotivo degli avvenimenti d'attualità, l'autore apre spazi in cui spesso trovano evidenza le contrapposizioni.
Come quella morale fra peccato e purezza:
A fare il melomane
sulla tua riva, sono qui,
e rimbocco i pantaloni a vongola
per non infangare col peccato che è sempre umano
queste acque sempre nuove.
O fra sera e giorno:
È sera,
una seria sera
profuma di sé
mentre senti lontana
la puzza del giorno,
oramai, ora sempre.
In tal modo Reccia mira a veicolare messaggi che a tutti siano comprensibili, perché ognuno si è trovato in frangenti in cui quelle contrapposizioni sono state il suo vissuto.