Suggestioni del Paper pavilion. © Foto Morfoedro. |
Fabriano (Ancona) non sarebbe Fabriano senza il famoso "Museo della carta e della filigrana", con annessa sezione "Civiltà della Scrittura". Ma non lo sarebbe neppure senza la "Fondazione Fedrigoni Fabriano".
È del 2002 l'acquisizione delle storiche Cartiere Miliani di Fabriano e del loro patrimonio cartario da parte di Fedrigoni SpA. Alla quale, a distanza di nove anni, si deve la nascita della "Fondazione Gianfranco Fedrigoni - Fabriano. Storia, scienza e arte della carta", dedicata all'internazionalmente noto imprenditore.
La Fondazione si trova proprio nel complesso delle Cartiere Miliani e la sua sede, recita l'articolo 2 dello statuto "potrà essere trasferita esclusivamente all'interno del territorio comunale di Fabriano, su delibera del Consiglio di Amministrazione e secondo le formalità di legge". Fabriano, infatti, vanta il primato di produzione e di commercializzazione della carta in tutto il mondo da otto secoli e senza soluzione di continuità.
Scopo della Fondazione è quello "di promuovere l'attività cartaria nonché gli studi, le ricerche, lo sviluppo tecnologico e la divulgazione della scienza cartaria nel mondo" (art. 3 dello statuto).
Un'opera di Maria Pina Bencivegna, affiancata da due ballerini, nel Paper pavilion. © Foto Morfoedro. |
Da tale scopo nasce la serie di pubblicazioni su forma, formisti, cartai e personaggi che di carta hanno vissuto. Come Pietro Miliani, il fondatore delle omonime cartiere. O i fratelli Augusto e Aurelio Zonghi, studiosi e collezionisti di carte filigranate e non. La collezione di Augusto è stata acquisita nel 2016, mentre quella di Aurelio è stata digitalizzata nel 2021 e il suo album I segni delle antiche cartiere fabrianesi, dopo un accurato restauro, è ora sfogliabile on line.
Non mancano studi sulla Pia Università dei cartai e sul lavoro femminile nelle cartiere fabrianesi.
Oltre alle pubblicazioni la Fondazione organizza e promuove conferenze, workshop, convegni, così come eventi che accolgono l'arte in tutte le sue manifestazioni. È, quest'ultimo, il caso di Faber. Un'Opera per le Cartiere di Fabriano, dove musica, canto lirico e danza sono in reciproco dialogo grazie alla multimedialità. O, ancora, della "Residenza d’Artista", un progetto che convoglia creativi e artisti che con la carta sperimentano e plasmano messaggi. Fabriano paper pavilion: a wonderful journey è fra i risultati più mirabili.
Entrare alla Fondazione significa camminare trasognati in mezzo a tesori inestimabili: una biblioteca di oltre 3000 volumi; 1500 filigrane; 1200 fotografie storiche; 10000 pezzi tra strumenti e macchinari per la fabbricazione della carta fatta a mano, fra i quali un torchio a vite degli inizi del Settecento e una pila idraulica a magli multipli della fine del Settecento; 793 tele cilindriche per la produzione della carta a macchina in tondo; 25 rulli ballerini; 269 ritagli di tele cilindriche antiche; 3 tamburi creatori per la produzione della carta a macchina in tondo; oltre 6000 punzoni in legno, bronzo e rame; 2295 forme per la produzione della carta a mano datate dalla prima metà dell'Ottocento, delle quali 301 vergate e 1994 veline, tutte filigranate, commissionate da banche nazionali e internazionali e da aziende storiche del Made in Italy (fra le altre FIAT, Liquore Strega, Fernet Branca, Stabilimento Ricordi)[1].
Sono, questi, numeri di stazza che caratterizzano il patrimonio della Fondazione. Dietro ad essi c'è l'efficace e illuminato impegno di quanti hanno raccolto, catalogato, restaurato i beni, di cui tali numeri sono mera sintesi. E, soprattutto, dietro ad essi c'è una tradizione secolare che non solo non è in via di estinzione, ma, proprio grazie a quel ricordato impegno, si proietta verso il futuro.
Si ringrazia sentitamente il dottor Giovanni Luzi per la squisita disponibilità, le informazioni e il materiale fornito.
Per approfondimenti e informazioni: https://www.fondazionefedrigoni.it
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[1] Parte dei beni citati è depositata con contratto di comodato d’uso presso i Musei della Carta e della Filigrana di Fabriano e di Pioraco (Macerata).