Ci sia una divinità benevola
a custodia di ogni fallimento,
perché non sia più occupazione nostra
il tormento di un infimo posto.
I chiodi
La terra
Noi appesi
In caduta verticale
fino al vallone più basso
l’unico posto assolato
l’unico prato
sul quale i nostri pezzi di carne -
le ossa slegate
si congiungono in un ramo di melo
che ricomincia
il suo magnificat piano,
con un filo di voce.