Madre

Madre, Mia estrema primavera

La mia penna non scrive già più

Strappo fogli perché rinchiuderti nell'inchiostro è la mia sola promessa ed il mio unico torto

Madre, Mia estrema primavera

tu nasci nei giorni del primo vento

e la tua pelle candida macchiata da lentiggini scure è l'unico ricordo che ho di te felice

Madre, nasco orfana del tuo Amore

per farmi genitrice dei tuoi respiri

La giovinezza, Madre, è scivolata dalle tue vesti bianche

Un velo ti ha coperto il viso troppo giovane

Madre, Mia estrema primavera

a te dedico i miei canti perché non ho null'altro da darti, Madre

le tue rughe si fanno spazio sulla cartilagine e vicina appare la tua fine

Madre, Mia estrema primavera,

il tuo corpo sacro profanato dalla violenza, Madre

i tuoi occhi luce accesa diventano luce fioca nella notte

Madre, molto presto la spensieratezza ha abbandonato i tuoi giorni

E la tenerezza è solo un ricordo lontano.

Madre, Mia estrema primavera

I tuoi sogni sono ora il limbo in cui culli i tuoi pensieri

Per sfuggire alla freccia della memoria

Ed il tuo corpo sconquassato distrutto buttato dimagrito sfigurato

È solo l'epilogo di una storia inconclusa

Madre, Mia estrema primavera

in te ripongo con ogni mia forza la speranza di una vita che non puoi avere

E scriverti

è versare sangue.

Madre, Mia estrema primavera

di te rimangono ossa e carni

Ed è il pallida la pelle che rattoppo con fili di seta

Madre, Mia estrema Primavera

io cerco in te il grido

la ribellione

la potenza

Perché Madre, Mia estrema primavera

Se è vero che non esistono più le mezze stagioni

Cadi ora tu fredda nei tuoi inverni

Ma crescono in me i semi dell'estate profonda…

e la siccità

è solo l'ombra del tuo seno consumato dai parti

Perché, Madre