Notte
di code d’astri.
Fatti baciare
notte canterina.
Stropicciare, fatti solleticare
faccia di luna che non sei altro e che
succhi stelle da una cannuccia.
E le soffi in bocca al mare
in braccio ai tetti
nei fili per le strade di certe lampadine.
O le molli in giro,
consumate dall’ignoto.
Una per un miliardo di desideri.
Trattenuti e liberati
recitati abbelliti.
Studiati, fratturati.
Magari esauditi.
Desideri, che ci precedono.
Elastici che allungano la vita.