10 agosto

Notte

di code d’astri.

Fatti baciare

notte canterina.

Stropicciare, fatti solleticare

faccia di luna che non sei altro e che

succhi stelle da una cannuccia.

E le soffi in bocca al mare

in braccio ai tetti

nei fili per le strade di certe lampadine.

O le molli in giro,

consumate dall’ignoto.

Una per un miliardo di desideri.

Trattenuti e liberati

recitati abbelliti.

Studiati, fratturati.

Magari esauditi.

Desideri, che ci precedono.

Elastici che allungano la vita.