Autrice: Beatrice Zerbini
Illustratrice: Gabriella Giandelli
Genere: albo illustrato
Editore: Orecchio Acerbo
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 40
ISBN: 9791255071242
https://www.orecchioacerbo.it/catalogo/libro/cara-anna/
Una lettera in forma di poesia scritta da Beatrice Zerbini e tratta dalla sua silloge Malinconie travestite da allegrie, ora, con le illustrazioni di Gabriella Giandelli, è approdata nell’albo Cara Anna edito da Orecchio Acerbo.
Trovo questo prezioso lavoro molto stimolante in genere e particolarmente fruibile dal punto di vista della poesiaterapia sia per la ben nota capacità di Zerbini di presentare le situazioni dell’umano vivere da un punto di vista che è già cura in sé, sia per la straordinarietà delle illustrazioni di Giandelli che pongono una lente d’ingrandimento sulla prospettiva dell’autrice, consentendo al lettore di immergersi in un mondo dove l’urbano, il naturale, il quotidiano e l’esotico sollecitano all’esercitazione dei propri diritti interiori prima ancora che giuridici.
Si tratta dunque di un lavoro congiunto dal sapore forte della sinergia e non di quello banalizzato e banalizzante della giustapposizione.
Ecco un esempio.
Fra parola e illustrazione è condotto un gioco sottilissimo con il concetto di frattura. Così Zerbini: “Le strutture / non abbiano fratture, / i muri portanti / sono quelli / davvero importanti, / osserva, abbi premura / non ti si crepino davanti”. Giandelli metaforizza il concetto traslandolo dalla casa alla persona. Presenta infatti in primo piano una statua muliebre in piedi sul proprio piedistallo soltanto dalla cintola in giù: il resto del corpo - tranciato di netto - è steso a terra. Non è, perciò, l’elemento strutturale ad aver ceduto: è una statua che - per chiara presa di posizione qui dell’illustratrice e, nell’intero testo, dell’autrice - rappresenta la donna come elemento portante di se stessa. Una donna con il cuore attento e in attesa. Intelligente. Autonoma e però sostenuta dall’avvedutezza di saper chiedere, quando è necessario: dati, planimetrie, verbali dell’assemblea condominiale, abitabilità. Informarsi e mettere il naso nelle carte affinché la scelta della propria dimora venga presa in insindacabile cognizione e convinzione: “perché ci dovrai respirare tu sempre e amarti da dentro”; perché avrà sicuramente ospiti, quella casa, ma chi la abita ospite non debba essere.
Decisamente interessante il ribaltamento del concetto “vista e piaciuta”. Dall’angolo giuridico di visuale, è formula che pone al riparo il venditore: pure Anna (che è tutte noi), tuttavia, deve porsi al riparo. Il suo nome, del resto, è palindromo: parte da un punto e, doppiando il capo della consapevolezza, torna allo stesso punto, che si chiama CASA.
Da ultimo.
So bene che, in una recensione, il vissuto di chi la scrive resta fuori. Ho, però, deciso di farvi capolino con il mio. Alla mia casa diedi un nome, che porta tutt’oggi. Perciò, ogni volta che, da altrove, rincaso, non dico “Vado a casa”, bensì “Torno da Anna”.