Tolgo l'inutile:
il verde delle lucciole
pesa soltanto.
Foglie imbrunite
nell'ala addormentata
un colibrì.
Haijin in erba
niente kigo né kidai
sono vivo sto.
Olfatto attento
su frutti di stagione
adoro odori.
Sono uscita nel cortile della prossimità, diretta verso lo studio dell'architetto perché so che dal retro della tenda un maneki neto alza e abbassa la zampa senza soluzione di continuità e io voglio vederlo nuovamente, a tanti mesi di distanza dalla nostra conoscenza. Il gatto, dico.
D'improvviso noto, in un grande vaso a parallelepipedo, una pianta di fiori ormai secchi. Non mi fermo nel qui e nell'ora: cammino tornando verso la primavera che le ha partoriti. E penso al futuro che verrà.
Ecco il mio haiku:
Fiori seccati -
di molte primavere
m'hanno narrato.