Sei parte delle mie
origini, anche se, persa nello stordimento
della metropoli, fingo di dimenticarlo. E pago il prezzo
della perduta quiete pur di andare su strade ignote.
Invalicabili i sentieri
della solitudine, tempio unico della mia
ragione. Ma custodisco le tue pietre bianche e valli
di silenzio mistiche, in cui m’inoltro spoglia delle
armi
d’amazzone ostinata. Intimo il dialogo tra la tua saggezza
e le mie inquietudini, antica la tua accoglienza e severa
la tua tenerezza verso le mie inutili sconfitte.
Lepre lesta e lupa ferita, con latte selvatico nutrirò i miei figli.
Tratto da Rossella Fusco, Cabala, Biblioteca Comunale di Campodimele, 1995