Cielo posteriore

Ispirata alla poesia Strigae di Gloria Chiappani Rodichevski

Il sorriso dei figli del boia è sapone per le mani paterne,

lavando i residui delle vite che sgranano polvere tra dita.

 

Tradito dal capoverso inaspettato,

scopre le sigarette come incenso

gli ultimi vapori visibili.

 

Fisica che capovolge per far dritto.

Scrive allo specchio e apre la matematica dei negativi:

da sentieri di algebra proietta il trono d’ombra,

l’inatteso cono dove è assiso il suo mondo.

 

Pari ai re sepolti sotto il palco

allo sfilare in marcia di varie suole.

Schiacciati rivestono un nome,

che poco prima viaggiava altrove.

 

Corrono rivoluzioni attorno al sole:

c’è il tempo del generale inverno,

col grido della madre ch’afferra lo spirito del figlio malato,

appeso alla corda di un battito,

sostanza di ogni timbro e di tutto il valore.

 

Ai sotterfugi del cielo posteriore,

ai mutamenti della grande armonia,

che è,

né compresa e mai estranea,

né poco, mai molto.

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