A Gloria Chiappani Rodichevski per la sua poesia Stanzialità di cammino acerbo
Con la forza dell’impotenza,
cuce suppliche impronunciate,
bestemmie mal fiatate.
Lingua resa ad alfabeto di mugugni,
al codice morse di denti battuti
al ritmo d’anni piovuti,
ai tasti lesi di piano
suonati da zampe di piccioni ingordi.
Volti alle molliche di cuore gonfio,
scala a chioccia rovente,
in cui l’anima inciampa,
precipita e schiaccia,
solcando lo stretto tollerabile.
Non distingue lucciole dal trigesimo di streghe arse,
quando invade l’improbabile
e lo incorona reale,
tale teso a mezza stola viola.
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