Le Voci Bianche parlano di se stesse
Il concerto di Natale del 23 dicembre
Prima parte ‑ seconda parte
La passione per il canto, mi ha raccontato mia madre, l’ho avuta sin da piccolo quando cantavo tutte le canzoni che ascoltavo.
Nel settembre del 2001, mia madre mi iscrisse all’audizione per entrare nel Coro di Voci Bianche del Teatro Massimo. Io non conoscevo bene la musica, sapevo solo cantare alcune strofe di brani musicali, ma sono stato preso con il voto di 8,50. Ero incredulo… eppure così cominciò la mia avventura nel Coro. Adesso ne faccio parte da 4 anni ed il primo spettacolo a cui partecipai era il Concerto di Natale con Amii Stewart nel dicembre 2001.
Quando entrai per la prima volta in palcoscenico ero felicissimo e molto emozionato e, nel momento stesso in cui cantai davanti al pubblico, provai delle sensazioni indescrivibili.
Durante la mia permanenza nelle Voci Bianche ho avuto due maestri con i quali ho avuto l’opportunità di migliorarmi fino a cantare da solista, perciò sono loro infinitamente grato.
Quest’esperienza mi ha fatto scoprire la musica, il teatro e, soprattutto, la bellezza del canto. Per me la musica, oltre che un mezzo per esprimere il proprio stato d’animo, è un’arte e come tale deve essere rispettata. Non so se in futuro continuerò a cantare. Per ora mi godo quest’esperienza che sarà difficile dimenticare.
Faccio parte Coro di Voci Bianche del Teatro Massimo da 3 anni. Ho iniziato ad avere la passione per il canto fin da piccola ed ho conosciuto la realtà di questo Coro grazie ad un’amica. Quando ho calcato la prima volta il palcoscenico è stata una sensazione bellissima perché mi sentivo importante. Quest’esperienza mi sta facendo crescere ed il rapporto con il maestro ed i miei compagni è molto buono. Spero in futuro di poter continuare a studiare canto perché il mio sogno è quello di diventare una cantante. La musica per me fa bene alle persone ed è una delle cose più importanti della vita.
Nell’estate del 2003, partecipai ad un karaoke dove conobbi un maestro, che appena mi sentì, mi disse: “Tu hai un dono naturale!”. Un giorno mi si presentò l’occasione di poter fare un’audizione ad una scuola di canto e di musica Alla domanda che l’insegnante mi fece, riguardante il genere di musica che mi sarebbe piaciuto studiare, mi venne spontaneo rispondere: “Lirica”. E da qui tutto ebbe inizio. Dopo solo due mesi l’insegnante disse a mia madre: “Sua figlia ha le capacità per poter fare l’audizione al Teatro Massimo. Ha una voce molto matura”. E così, dopo l’audizione, entrai a far parte del Coro di Voci Bianche del Teatro.
La mia prima opera fu veramente emozionante. Mi batteva forte il cuore ma non avevo paura. Con il mio maestro ed i miei compagni mi trovo bene, andiamo d’accordo e poi io parlo e scherzo con tutti.
Far parte di questo Coro mi sta dando la possibilità di conoscere tanti artisti, di vivere esperienze che arricchiscono il mio curriculum ma, nel contempo, mi riempie il cuore di gioia e di emozione. In futuro non smetterò di studiare canto perché per me la musica è tutto, è vita e passione, sento che essa fa parte di me. Il mio sogno è quello di diventare una cantante lirica e di riuscire a trasmettere al pubblico le emozioni della musica.
Faccio parte del Coro di Voci Bianche da appena due anni. Ho iniziato ad avere la passione per il canto già da quando ne avevo quattro. Mentre frequentavo la scuola materna ho iniziato ad esibirmi in pubblico. Poi ho avuto l’opportunità di conoscere questo Coro tramite mio zio che mi ha consigliato di fare il provino per poterne fare parte. Adesso, le mie emozioni sono indescrivibili: mai avrei immaginato di poter cantare nel grande e maestoso Teatro Massimo.
Il maestro che ci dirige è una persona molto disponibile e con molta pazienza. Sia con lui che sia i miei compagni ho socializzato subito.
Quest’esperienza mi sta aiutando a capire ed a correggere i miei sbagli. Sicuramente continuerò a cantare e cercherò di intraprendere la carriera di cantante solista. La musica per me è una cosa bellissima che aiuta a trasmettere le emozioni e gli stati d’animo. Mi sto rendendo conto che tutti i sacrifici che faccio in futuro mi saranno utili. Mi piacerebbe continuare a cantare al Teatro Massimo perché a mio parere è il più completo.
Sin da piccola la musica ha fatto parte della mia vita, per cui la mia passione per il canto non è mai iniziata ma è nata con me. Nel corso degli anni il mio interesse per la musica si è sviluppato ulteriormente ed ho cominciato a studiarla. Questa passione mi ha portato a cercare di approfondire la materia ed i suoi vari aspetti fino a quando mi si è presentata l’opportunità di partecipare all’audizione delle Voci Bianche del Teatro Massimo. Devo dire che fin dall’inizio mi sono trovata bene sia con il maestro sia con i compagni e non ho avuto nessuna difficoltà ad inserirmi in un ambiente che per me, comunque, era nuovo.
Ho imparato e scoperto tante cose nuove da quando ho cominciato e ricordo ancora l’emozione profonda provata la prima volta che ho calcato la scena. Non credevo che sarei mai stata capace di fare tanti sacrifici per riuscire a raggiungere l’eccellenza nell’interpretazione di un’opera. La prima alla quale ho partecipato è stata La Bohème e devo dire che, mentre cantavo, mi sono sentita molto soddisfatta ed orgogliosa di far parte del Coro. Spero, quindi, di continuare questo percorso che mi sta dando tanto, in quanto studiare canto mi piace e mi gratifica. Non ho pianificato il mio futuro al riguardo. Momentaneamente il mio impegno ed il mio interesse sono rivolti alla musica e al canto. È chiaro che desidero realizzarmi ma tutto dipenderà dall’evolversi degli eventi.
Per scrivere questo mio componimento ho fatto un mini sondaggio in casa ed ho capito che la passione per il canto è nata con me.
Mia madre mi racconta che quando era nel suo grembo, appena lei sentiva musica, iniziavo a muovermi e lei pensava: “Mia figlia da grande diventerà una cantante o una ballerina”.
Ho sempre amato cantare. Infatti, in qualsiasi recita scolastica o parrocchiale io ero sempre pronta ad esibirmi. All’età di sette anni ho conosciuto l’esistenza del Coro delle Voci Bianche del Teatro Massimo grazie a mia cugina che già ne faceva parte ed ho sostenuto l’audizione d’ingresso. Ricordo che ero emozionata ma nello stesso tempo impaurita di fronte ad un maestro, un pianoforte ed una “mandria” di ragazzi entusiasti del cammino intrapreso. Sì, proprio quei ragazzi che tuttora a distanza di otto anni sono i miei compagni d’avventura. Con alcuni di loro ho legato moltissimo e questo è servito per farci diventare un’unica cosa grazie anche all’aiuto dei maestri con i quali ho instaurato un bellissimo rapporto che si basa sul rispetto reciproco e sulla capacità di far sì che tutto sia fatto con serietà e spensieratezza. Io sono dell’idea che “Coro” significa insieme di individui che al momento dello spettacolo devono diventare un’unica voce che riesce ad emozionarci ed emozionare.
Entrata nel Coro, il maestro mi ha subito affibbiato il nomignolo di piccola mascotte perché ero la più piccola di tutti. La sensazione era come quella di sentirsi dentro un sogno e vivevo con la paura che da un momento all’altro qualcuno mi svegliasse. Dopo lunghe ore di studio pomeridiano, ero pronta per il primo spettacolo La crociata dei fanciulli. Accompagnata da riti scaramantici mi ritrovai catapultata in palcoscenico. L’adrenalina, il tremolio delle gambe e la sudorazione delle mani erano paure che subito dopo il primo attacco si tramutarono in disinvoltura e sorrisi.
Grazie ai maestri ho capito quanto la musica sia importante per me. Per lei ho fatto tanti sacrifici e tante rinunce ma non ne sono pentita. Anzi, se rinascessi, vorrei rifare tutto. La musica è la mia compagna in tutto. Non c’è niente che possa farmi rilassare, sfogare ed emozionare di più. L’esperienza del Coro del Teatro Massimo penso sia molto formativa perché riesce a farti prendere coscienza della bellezza che c’è dietro un sipario. Sicuramente il mio obiettivo futuro sarà quello di riuscire a realizzare il mio sogno, cioè quello di diventare una cantante di musica leggera, ma so benissimo che per raggiungerlo bisognerà studiare tanto.
La mia passione per il canto è nata all’età di 10 anni quando, frequentando la scuola media annessa al Conservatorio di Musica V. Bellini, ho fatto l’audizione per entrare a far parte del Coro delle Voci Bianche dello stesso istituto. Ho frequentato quest’ultimo per tre anni prima di scoprire l’esistenza del Coro delle Voci Bianche del Teatro Massimo di cui sono venuta a conoscenza tramite un cugino che lo frequentava.
Quando ho calcato per la prima volta il palcoscenico con La Bohème di Puccini, ero emozionantissima ed ho provato sensazioni che prima d’allora non avevo mai sperimentato. La prima cosa che ho pensato quando sono entrata in scena è stata la differenza di emozioni che si provano quando si vede uno spettacolo dalla platea e quando invece si è protagonisti sul palco con la visuale della sala piena di persone che ci guardano con attenzione e che ci dedicano i loro applausi.
Il mio rapporto con il maestro è molto aperto, amichevole e sincero. Quello con i miei compagni è di grande dialogo, affettuoso ed anche sincero.
Quest’esperienza mi sta dando veramente tanto. Mi sta facendo crescere moralmente e psicologicamente ma, soprattutto, ha aumentato il mio senso di responsabilità lavorativa e quotidiana. In futuro sono sicura che continuerò a studiare canto perché mi piace e mi appassiona davvero tanto. La musica per me è qualcosa di indescrivibile, qualcosa che ti avvolge l’anima, che ti trasporta in mondi diversi, fantastici, meravigliosi, che riesce a liberarti da tanti pensieri cattivi che ti ruotano in testa, facendoti dimenticare tutto e portandoti ad uno stato di pace e di quiete da dove non vorresti più uscire.
I miei sogni sono tanti. Uno fra questi è diventare una brava cantante affermata; un altro è di diventare una brava pianista ma quello più grande è, un giorno, di lavorare come musico-terapeuta e, quindi, di aiutare a guarire il prossimo da problemi psicologici con il semplice aiuto della musica.
Una costruttiva esperienza ed un seme gettato per il futuro: questo ed altro ci hanno suggerito la gioia, l'impegno, la fatica, il dispiacere di qualcuno per qualche passo sbagliato o un’intonazione fallita, l'innocenza, a volte l’inesperienza, di quel centinaio di giovanissimi che, in un teatro gremito da tantissimi coetanei, si sono esibiti nel tradizionale Concerto di Natale del Teatro Massimo insieme al noto soprano Daniela Mazzucato che li ha quasi condotti per mano ed incoraggiati con la sua confortante e professionale presenza. Il programma scelto, oltre che il repertorio natalizio già conosciuto, ci suggeriva un incontro con la Natività celebrata in varie parti del mondo e, quindi, anche con alcune pagine poco conosciute quali il canto spagnolo A la Nanita Nata, il venezuelano Como Busca el Tierno Infante ed il cileno Vamos a Belem, perfettamente in tema, quindi, con la stagione 2005-2006 del Massimo dedicata quest’anno ai Nuovi Mondi.
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Piccole renne con la slitta e Babbo Natale Foto Studio Camera Palermo |
Molto suggestivo l’inizio dello spettacolo che vedeva alcuni bambini del Coro di Voci Bianche, con le loro tunichette rosse di chierichetti salire sul palcoscenico, chiamare i compagni che di corsa, alzando le sottane, invadevano la platea ed attraverso due scalette laterali alla ribalta si collocavano gioiosamente sulla cantoria. Ai lati della scena entravano i Piccoli danzatori, in rosso e bianco, con sgabelli in mano e si posizionavano, spalle al pubblico, per assecondare con morbide movenze la dolcezza del canto.
La scena metteva in evidenza sul fondale una grande finestra a bifore di stile gregoriano creata da Renzo Milan, sul cui sfondo si alternavano immagini, molto belle, di un antico Natale vittoriano. Alberto Cavallotti, che curava la regia dello spettacolo, riusciva ad evidenziare la gioia intima della festa più importante dell’anno con piccoli spunti legati ai riti tradizionali di ogni Natale e così sul palcoscenico abbiamo anche visto la neve scendere dolcemente dal cielo, una grande slitta trainata da bimbi-renne ed un minuscolo Babbo Natale in carne ed ossa.
I due gruppi di piccoli artisti (le Voci Bianche dirette da Salvatore Punturo, pianista Giuseppe Cinà, e i Piccoli Danzatori diretti da Antoniy Uzunov), molto ringiovaniti in quest’ultimo anno dopo le selezioni di giugno, si sono comportati con garbo e con l’entusiasmo un po’ incosciente dei fanciulli (è stato bello sentire, appena terminati gli applausi, le loro urla di gioia liberatorie oltrepassare il grande sipario rosso appena chiuso) anche se traspariva in molti di loro l’emozione unita a qualche incertezza legata alla prima esperienza di palcoscenico. In ogni caso questa grande opportunità che il Massimo ha loro donato servirà a farli crescere ed a far loro capire l’importanza di vivere a stretto contatto con il mondo del teatro sicché i frutti di queste prime esperienze non potranno che essere raccolti con grande profitto in avvenire.
D’altronde, il teatro di Palermo ha ormai un’antica vocazione verso il mondo dei giovani, confermata, tra l’altro, proprio la mattina del 23 dicembre, giorno del Concerto di Natale, dalla Direzione del Massimo che aveva presentato le proprie iniziative dedicate agli under 18 e agli studenti delle scuole della città: concerti, spettacoli di danza, incontri e azioni didattiche mirate per i giovani in una strategia tesa alla creazione di un nuovo pubblico. Infatti, in questa occasione, con un concerto del Coro del Teatro, diretto da Paolo Vero, veniva esposto ai media il progetto La scuola va al Massimo, che, avviato già da un mese, sta registrando oggi l’adesione di circa diecimila studenti delle scuole di tutti gli ordini e grado della città e della provincia. Al concerto erano presenti in qualità di straordinari spettatori proprio le Voci Bianche e i Piccoli Danzatori, coinvolti da Paolo Vero in un happening di armonizzazione col Coro dei grandi: un segnale pure questo rivolto alle nuove generazioni di giovani artisti che il Massimo sta amorevolmente coltivando in modo che anch’essi sappiano che possono come i grandi essere protagonisti nel grande palcoscenico del Teatro della loro Città: un’opportunità straordinaria che contribuirà e consentirà di approfondire, far maturare e crescere in modo sano e costruttivo tanti giovani.
Coro di Voci Bianche e Piccoli Danzatori della Fondazione Teatro Massimo
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God is so good |
Douglas E. Wagner |
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Cantique de Noël |
Adolphe Adam |
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Stille Nacht |
Franz Gruber |
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Les Anges dans nos campagne |
Canto tradizionale francese del XIX secolo |
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Adeste fideles |
anonimo |
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Ave Maria |
Franz Schubert |
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This little light of mine |
anonimo |
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Oggi è nato un bel bambino |
Giorgio Federico Ghedini |
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A la Nanita Nana |
Canto tradizionale spagnolo |
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Como Busca el Tierno Infante |
Canto tradizionale venezuelano |
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Vamos a Belén |
Canto tradizionale cileno |
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Jingle bells |
James Pierpont |
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A Winter’s Tale |
Mike Batt e Tim Rice |
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When the saints |
spiritual |
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La vita è bella |
Nicola Piovani |
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Last Christmas |
George Michael |
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Grown up. Christmas List |
David Foster |
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Happy Xmas (War is over) |
John Lennon |
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White Christmas |
Irving Berlin |
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Maestro del Coro |
Salvatore Punturo |
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Regia |
Alberto Cavallotti |
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Coreografia |
Antoniy Uzunov |
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Scene |
Renzo Milan |
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al pianoforte |
Giuseppe Cinà |
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con la partecipazione di |
Daniela Mazzucato |
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