Fra tre giorni i tigli di Bondeno (Ferrara) si spoglieranno di poesia

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Una poesia conclusiva dedicata all’evento. 1

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Uno scorcio dei tigli di viale della Repubblica a Bondeno. © Foto Lidia Calzolari.


Sedi a cielo aperto, fino al giorno dell’Epifania 2026, della terza edizione della mostra Poesie sugli alberi, dal 7 gennaio i viali della Repubblica e Pironi restituiranno gli scritti all’ideatrice dell’iniziativa, Lidia Calzolari. La quale, con soddisfazione, racconta:

Le poesie sugli alberi suscitano in me, ogni volta, la medesima riflessione o forse, ancor meglio, la medesima constatazione: esse vivono di vita propria. Si animano , stringono amicizia. Che si appendano a un ramo o al tronco, i fogli plastificati delle liriche con infiltrazioni d'acqua e parole sbiadite, si avvicinano come attratti da una calamita invisibile. Si creano alleanze di vocali, si mescolano i versi di una lirica con l'altra. A gruppetti di tre o di quattro si scaldano in questi freddi pomeriggi invernali. Ho visto questo, nella mia sfacciata attitudine alla magia della vita.

Quante persone si siano fermate a respirare le strofe donate non so dire, ma una cosa è certa: la poesia non si arrende. Vuole dirci che, nonostante l'indifferenza che spesso la contorna, essa esiste, fa comunella, gioca ad acchiapparella. Il suo è un invito per noi umani a fare lo stesso.

Ammetto di essermi sentita piacevolmente avvolta dal racconto di Lidia Calzolari. Ho perciò dedicato a quella sua “sfacciata attitudine” questa poesia.

Una poesia conclusiva dedicata all’evento

Movimento poetico


I

Le poesie,

l'una sull'altra,

intrecciano il loro così esserci,

il così sentire, così pensare.

Luda me l’ha detto

e io l'ho immaginata la piazza

degli alberi di tiglio

che, a girotondo, carosellava i versi

di poeti di strada:

restami accanto

aveva posato la testa sulla spalla

di troverò la via.

E per il ritorno avvertiva lo scorrere

di quel richiamo

ed era arrivato così, senza clamori.

Sarà quieto aveva sentito

che toccava a lui

e dal suo ramo s’era sporto

senza camuffamenti

della fatica d’allungarsi.

E pieno di sole gioiosamente aveva

accomodato le sue parole

nello spazio fra il frutto e il nido.


II

5 anni, magari 6, non più.

Aveva luccicato gli occhi.

La madre comprese, perché

lo faceva spesso,

per fortuna,

di non perdere la stupita luce

delle cose.

In braccio a lei che gli leggeva:

Restami accanto.

Troverò la via

per il ritorno

che sarà quieto e pieno di sole.

Sì, qualche parola d’accomodamento:

anche la madre

aveva dentro la poesia.

Capirà il mio bimbo?, si chiedeva.

Piccolo sì, ma qualche vapore di poesia

passa senza indugiare.


III

Accade ogni anno, m’aveva detto Luda

prima d’abbracciarci

e la piazza dei tigli

aveva stormito su noi nella poesia.

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Alcune foto dell’allestimento di Lidia Calzolari, per sua gentile concessione.





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