Al Minimal Harp di Floraleda Sacchi
Flora ausculta,
muta d'occhi che parlano.
un'arpa
solitaria e tersa
Insonne
è il sottinteso fondante dell'autunno.
Un tempo era valzer il tempo del valzer!
Incedere greve. E sempre eguale.
irriverenti gioie
un braccio
e la sua ciocca
Rammento
i gesti frenetici di Carolyn
ai piedi del ricordo.
Riposo
sul cuscino delle nebbie di Manaunaun.
stanze minime di serici kimono
L'arpa è minimale nel suo splendore
‑ e Flora è all'arpa.
Minimo è il flettersi
minimo
il tintinnio dei sonagli alle caviglie
‑ Flora che danza.
Flora è bella quando si flette di suoni all'arpa.
E il suono è a Flora. Il suono. Il sogno.
Minimalista
diviene
quando è più che sogno.
Flora cammina a sciolti capelli
e gambe febbricitanti nella luce.
Oso le sfere.
È il sogno fatto minimale
che custodisco
nell'avvolto carminio, e carezzante la scarpa che si posa.
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Minimal Harp, un CD frutto del progetto di Floraleda Sacchi. |
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Immagine in quarta di copertina del libretto. |
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