Trattatello

Prefazione:

le parole seguenti

sono un fango di cellule nervose,

tenute insieme dal silenzio.

 

Il silenzio è un’isteria di solitudine

che genera e accumula:

prodotti temporali,

energie cinetiche,

reazioni di gesti a catena.

I sogni, inseriti nella rassegnazione

come in un programma di noia pianificata,

sono gli arti di questo silenzio;

o, se preferiamo,

gli organuli ciechi del silenzio

che lavorano a tastoni

dentro il suo liquido citoplasmico.

Il silenzio può anche essere

la cellula monocorde

di un sentimento spaventato,

di un amore rappreso,

di un guanto scucito:

in tal caso

trasforma la solitudine

nella raggiera cerimoniosa

d’una nausea che procede,

maestosa,

con moto uniformemente accelerato.

(Si registra un’accelerazione a sbalzi

solo quando

un’effervescente disperazione

s’intromette con scatti sismici

a deviare il corso

dell’accelerazione stessa).

Per concludere,

l’evoluzione della nausea

può secernere un vuoto,

avente più o meno

le caratteristiche della morte;

o germogliare per gemmazione

quella strana forma di vita

identificata col nome di indifferenza,

la quale risulta essere (da approfondite supposizioni)

il chiasmo di paura e odio.

 

Postfazione:

le parole precedenti

sono un fango di cellule nervose,

tenute insieme dal silenzio.

Ogni allusione

a sentimenti e/o fatti reali

è voluta

silenziosamente.