Edmond

Il quarto contributo di Anna Rita Merico alla rubrica curata da lei stessa, "Muto canto", ci porta a Edmond Jabès, di cui lei ci narra, con quell'analisi empatica e tutta umana che le è tipica, L'inferno di Dante e Pages nouvelles[1].

Gli scritti di Anna Rita (siano poesie e prose sue o analisi di scritti altrui) sono sempre nutrimento di fronte al quale non ci si tira mai indietro. Nutrimento utile non solo a placare la fame, ma anche e soprattutto ad alzarsi, intraprendere cammini lunghi di tappe, nitori, foglie autunnali, venti che conversano.

Ecco la mia tappa di oggi.

 

Pagine

 

Pagine

d'inferni nuovi.

Il Sommo

osserva Cerbero e Minosse.

Il Male in viaggio.

Il Bene è stazionario

come malattia

di cui sequenzio il decorso

e l'esito ansioso.

 

 

Anch'io

ferma alla stazione.

 



[1] Edmond Jabès, L'inferno di Dante e Pages nouvelles, Siena, L’Obliquo edizioni, 1990, traduzioni di Gianni D’Elia e Attilio Lolini; note di Antonio Prete e Ginevra Bompiani.