Padre Costantino Ruggeri e l'arte di legare a piombo

A Costantino Ruggeri, frate francescano, sacerdote ed eccelso artista, è stata dedicata una doppia mostra dal titolo “LUCE DI PARADISO «il quanto e ‘l quale di quella allegrezza». Forme e colori nei collages di padre Costantino Ruggeri”.

Le sedi espositive sono l'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda (Isal) di Cesano Maderno (Monza e Brianza) e sala Discover del Broletto di Pavia.

Presso Isal sono esposti i collage, il bozzetto di una vetrata e un'opera visibile da vicolo Lucchini, anche fuori dall'orario di apertura al pubblico della mostra, mentre a Pavia qualche collage, alcune pubblicazioni e biglietti raffiguranti le sue opere e molti bozzetti di vetrate.

Il 20 gennaio 2024 a Pavia, insieme con un gruppo proveniente dalla provincia di Monza e della Brianza, visito, oltre alla mostra, il laboratorio di vetrate artistiche, avendo come guida gli architetti Andrea Vaccari (mostra) e Luigi Leoni (laboratorio). Collaboratore, il primo, di padre Ruggeri e presidente, il secondo, del consiglio di amministrazione e del comitato scientifico della Fondazione Frate Sole. La fondazione fu istituita nel 1993 per volontà dello stesso Ruggeri, "con lo scopo di svolgere un’azione di sensibilizzazione e promozione nel campo della 'chiesa costruita', perché vengano attuate le qualità artistiche e mistiche che, sole, possono fare dello spazio sacro un luogo di esaltazione spirituale"[1]. Luigi Leoni è anche fondatore, nel 2007 assieme all'architetto Chiara Rovati, dello "Studio Ricerca Arte Sacra", sorto in continuità con lo Studio fondato da padre Costantino Ruggeri nel convento francescano di Canepanova (Pavia), svolgendo la sua attività in ogni campo dell’arte: scultura, architettura, vetrate artistiche e arredo sacro.

La figura di padre Ruggeri è imprescindibile per la particolare esperienza di arte nata e sostanziata dalla fede, dalla glorificazione di Dio, che la fruizione delle sue opere ci offre. Nei suoi Appunti per una conversazione sulla luce, si legge infatti: "La luce è per eccellenza il simbolo del divino: essa è esterna e trascendente rispetto a noi, eppure ci attraversa, ci specifica, ci riscalda, ci colora". E: "Le mie chiese (architetture) non sono nate da una realtà estetica, ma da una realtà interiore."[2]

Vedere, in mostra, i bozzetti delle vetrate e le immagini delle stesse, collocate nelle chiese per le quali sono nate, è esperienza che colpisce; ma è il poter accedere al laboratorio, che amplifica e completa l'emozione della visione. È, metaforicamente, toccare con mano tanto lavoro ispirato e ispirante.

Gli architetti Vaccari e Leoni non sono avari di notizie sulla personalità di Ruggeri. Dalle quali emerge una figura che ha coniugato il rigore del "lavoro" con la generosità verso i suoi collaboratori e non solo verso di loro. Avendo entrambi lavorato a lungo con padre Costantino, danno – durante la visita ‑ una breve dimostrazione di come si taglia e si lega a piombo un vetro.

Le emozioni profonde e il senso di stupore che mi accompagnano tutto il tempo restano con me anche nei giorni successivi la visita. Perciò decido di tornare. E sono così fortunata da incontrare un maestro vetraio al lavoro: Lorenzo Defelici. Sta legando a piombo i vetri di un'opera che verrà collocata in una chiesa.

Defelici ha frequentato la Scuola d'arte "Michelangelo" di Pavia e l'Accademia di Brera dove ha studiato decorazione. L'incontro con Padre Costantino Ruggeri è stato fondamentale. Con lui ha iniziato realizzando maquette di progetti architettonici, poi bozzetti di altari in plastilina. Successivamente ha imparato a creare vetrate: dapprima legando i vetri per passare poi al taglio. Attualmente collabora con diversi laboratori milanesi e con lo Studio Ricerca Arte Sacra di Pavia.

Il maestro mi spiega che l'arte delle vetrate non attrae i giovani, anche perché priva di grandi sbocchi lavorativi. "Sono stato fortunato," afferma, "a essermi inserito professionalmente nei laboratori quando c'era tanto lavoro. Oggi di chiese se ne costruiscono poche e spesso la scelta cade su vetrate serigrafate, a differenza di quello che succede ad esempio in oriente, dove si assiste alla fondazione di nuovi edifici in cui vengono collocate vetrate legate a piombo."

Mentre chiacchieriamo, osservo Defelici che lega i vetri. È affascinante seguire le fasi del progetto: dallo schema su carta si passa al taglio e infine alla legatura. Dalle sue mani ogni cosa nasce senza difficoltà.

Nel silenzio della sala Discover del Broletto di Pavia, dove il maestro sta operando, tutto assume un'aura particolare. Di tanto in tanto mi stacco dal tavolo di lavoro e mi porto presso i bozzetti delle vetrate. Alcuni sono posti di fronte alle finestre e così mi perdo nel gioco delle trasparenze, dove l'albero del cortile diviene rosso o giallo o blu, a seconda del colore del bozzetto da cui lo osservo. Oppure mi abbasso per avere a disposizione prospettive diverse da cui guardare il fuori. Mi pare di vivere in una sospensione del tempo dove nullifico il pensiero e resto in attesa di ciò che, di emozioni, vorrà continuare ad abitarmi.



[1] https://www.fondazionefratesole.org/chi_siamo/. Pagina consultata il 20 gennaio 2024.

[2] LUCE DI PARADISO "il quanto e ‘l quale di quella allegrezza". Forme e colori nei collages di padre Costantino Ruggeri, a cura di Maria Antonietta Crippa, Pavia, Grafiche TCP srl, 2023, p. 104. Per saperne di più su questo libro fare clic qui.