Leggo – di Anna Rita Merico, dedicato a Meridel LeSueur - il contributo d'apertura della rubrica curata da Merico stessa, "Muto canto".
Ne rimango folgorata.
La prosa della curatrice è potente come la poesia di Meridel LeSueur. Non è una prosa parafrastica o interpretativa: è uno schierarsi al fianco di e per Meridel. Nelle parole di Anna Rita Merico (poeta lei stessa, la cui sublimità risiede nel mai cedere alla fretta e sempre rifuggire dalla simulazione) non ho trovato solo la poeta statunitense: ho trovato lei stessa. Questo per me ha il significato del segno da lei impresso nella pietra (per agganciarmi ai suoi temi), delle parole di Meridel che Anna Rita ha filtrato attraverso la propria complessione, la propria intensa sé.
Queste convinzioni mi hanno portata a "cantare mutamente" l'attivista di Murray, grata ad Anna Rita per averla così particolarmente condotta a noi.
Della guaritrice, damnatio memoriae
terreno fertile
arature
vento leggero
tu su strade tu verso mete tu giunta tu ripartita
terreno arcigno
scorticature
vento folle
tu fermata su strade tu divelta tu dannata nella memoria
metastasi d'uragani
tu tornata
tu istoriata
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