Un appunto minimo sulla prosa poetica de La parola in ascolto.
Ho letto in silenzio il libro di Lucianna Argentino. Perché il silenzio ha sostanziato il suo scrivere; e, per poterne fruire, il mio leggere ha imposto un ukase alla mia parola.
L'imprinting poetico dato dall'autrice alla propria prosa mi ha coinvolto, dato che di poesia vivo. E non ho potuto non notare che alcune frasi sono versi scritti senza a capo.
Eccone tre esempi.
1
Duro
è sostenere lo strazio dell'innocente.
Lacerante restare in ascolto del silenzio
quando è
sprofondare
nell'abisso
del dolore.[1]
2
La voce del mare
è silenzio
tramutato in acqua.[2]
3
Il moto delle onde
smuove ciò
che in noi ristagna,
offre l'ignoto
all'anima lacustre
dei nostri giorni.[3]
[1] Lucianna Argentino, La parola in ascolto, San Cesario di Lecce, Manni, 2021, p. 53.
[2] Ibidem, p. 67.
[3] Ibidem, p. 67.
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