Fa sìto na bùnå óltå
e scùltå!
Èl piüiśnå.
Fa miå i öcialù granc' isé.
L'è na müśicå
bùnå
per le oréce del cör.
Scùltå
e làså sta i pensér
chè ta ghé adòs.
Èl piüiśnå…
[Traduzione letterale]
Stai zitto, una buona volta
e ascolta!
Pioviggina.
Non fare gli occhioni grandi così.
È una musica
buona
per le orecchie del cuore.
Ascolta
e lascia stare i pensieri
che hai addosso.
Pioviggina…
[Metamorfosi poetica]
Stai zitto, una buona volta
e ascolta!
Pioviggina.
Non sgranare - sconcertato - gli occhi.
È una musica
buona
per le orecchie del cuore.
Ascolta
e lascia perdere i pensieri
che ti stanno addosso.
Pioviggina…
[1] La poesia è stata scritta in dialetto ghedese, seguendo i criteri di trascrizione fonetica e di accentazione tonica descritti in Celeste Chiappani Loda, A Ghét sa parlàå isé. A Ghedi si parlava così. Studio dialettologico, dattiloscritto, pp.12-14.
Al testo originale seguono una traduzione letterale e una trasformazione poetica. La prima ha lo scopo di rendere comprensibile il testo dialettale, mentre la seconda di creare una versione poetica in italiano. L'operazione è stata applicata alle altre poesie citate in fondo a questa pagina.
Documenti correlati