Liriche dalla silloge Sottoterra e sotto il mare

Un arco da oriente

tra le nuvole

che sfollano presto.

 

 

 

Giovinezza

senza bagaglio.

Venticello incosciente.

 

 

 

Ora è l’ora:

la cinciallegra è in volo

con la sua premura.

 

 

 

Appesa a un ramo

la luna.

Un merlo la pilucca.

 

 

 

Ritroverò la strada

per quell’oltre

che mi avevi mostrato.

 

 

 

Per un piatto

di speranza

anch’io qui in fila.

 

 

 

Mare di notte.

Le onde in discorsi

con le stelle.

 

 

 

Corre la vita.

E io freno

d’un passo, due passi;

e imparo a ballare.

 

 

Ti amo e ti guardo.

Intanto l’erba cresce,

il nespolo fa le foglie nuove.

 

 

 

Sabbia

e secchezza di giunchi.

Tremola una morgana.

 

 

 

Lungo la costa

tra le rocce e le anse

fino a un giardino

di zinnie.

 

 

 

La sorte non teme

i miei dadi.

A volte mi lascia barare.

 

 

 

Ti guardo

e vedo l’inizio dell’eterno.

Della fine, non m’intendo.

 

 

 

Una conchiglia.

Aria di mare in secca -

minimi suoni.

 

 

 

Scavalcando il muro,

t’aspetto al di là

con la luna in fronte.