Dalla silloge Il viaggio di Penelope
Continua a suonare, continua a intonare
quei canti che muovono l’aria e le ombre,
scuotono il cuore di ogni dio che governa
sui monti e qui dentro la terra.
Non voltarti a pensare che mi hai persa
due volte. Mi volto io indietro a guardare
i tuoi occhi mentre di nuovo dissolta
mi oscura l’Averno. Per gli dei non è spina
il dolore che schianta, l’abisso che non si ricolma.
Eterni immortali, come possono loro sapere…
Orfeo, ritorna per me; più non serve la lira
a incantare neppure le Furie. Canta per me.
Chiama Euridice, chiamami amore.
Volteremo la testa, insieme; ma a riguardare la terra.
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