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Allestita presso lo spazio mostre dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda (ISAL) a Cesano Maderno (Monza e Brianza), dal 17 dicembre 2022 al 12 febbraio 2023 (inizialmente al 4 febbraio, poi prorogata), la mostra presenta un'ampia selezione di disegni e di acquerelli realizzati da Nicola Sebastio nel campo inglese di prigionia in Egitto.
Mentre le altre opere sono fruibili durante gli orari di apertura, il presepe, sbalzato su latta durante la prigionia, sarà sempre visibile dal vicolo Mario Lucchini.
Sabato 4 febbraio si svolgerà, alle ore 17, presso la Sala dei Fasti romani di Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno, un incontro pubblico dedicato allo scultore e artista che molti hanno conosciuto direttamente.
«La mostra dei disegni di Sebastio in prigionia è occasione in primo luogo per ammirare le sue eccezionali capacità umane e d'artista. In una condizione nella quale avrebbe potuto cadere nell'apatia di una triste demoralizzazione o nella noia di un'inerzia fisica e spirituale, egli vive invece con intensità, difendendo energicamente tutte le proprie capacità di interesse per ciò che lo circonda. La speranza di uscir presto dal perimetro del filo spinato per tornare a casa, pur ignorando tempi e modi del proprio futuro, sveglia la sua curiosità, gli fa scrutare I'orizzonte. Possiamo immaginare che, intravvedendo da lontano nel clima torrido e umido il profilo delle piramidi, egli abbia avvertito un'eccitazione, un'ansia di libertà nutrita di voglia di conoscere. Ma Sebastio non pensa a fuggire. Sa che occorre essere pazienti per non perdere la benevolenza di chi lo ha imprigionato e che egli ha conquistato con le sue capacità artistiche, scolpendo in un materiale di scarto, la latta delle scatole dei cibi in conserva distribuiti nel campo, racconti figurati molto ben eseguiti, persino un presepe.
Li ha inoltre gratificati ritraendoli con grande verismo, giocando su situazioni buffe e bizzarre inevitabili in una vita in comune, disegnando il comune luogo di prigionia. Ha costruito così con loro, nel rispetto dei ruoli, un clima di fraternità.
Gli inglesi d'altra parte non sono crudeli, curano chi si deprime, ma chiedono aiuti a lui per restituire ai compagni quel tanto di energia che è indispensabile per sopportare il clima e la durezza della situazione. Ammirano il suo talento, fanno in modo di coinvolgere tutti i prigionieri nella stessa emozione, consentono a Sebastio un minimo di condizioni più agevoli perché possa lavorare con serenità. Intuiscono infatti che l'artista non sta giocando, l'impegno che mette nelle sue realizzazioni è troppo serio per essere uno svago.
Mettiamoci nella sua condizione: fatte le debite valutazioni dei pro e dei contro, l'artista decide di rischiare. Vuol riempire la sua prigionia con una esperienza eccezionale a portata di mano, costi quel che costi. Non è uomo ricco, forse in Africa non potrà più tornare. Ora invece ha le piramidi a due passi oltre il filo spinato. L'antico Egitto gli era sembrato un luogo e un tempo lontani quando lo aveva studiato in gioventù, affascinante e misterioso ma anche inavvicinabile. Gli avevano detto che le culture greca e romana avevano contratti debiti con quel mondo, ma le spiegazioni non erano state molto chiare.
Decide dunque per la fuga, ha i suoi momenti di panico, ma ritorna anche al campo dove viene benevolmente riaccolto. Lo comprendono. Chiudono un occhio. Gli lasciano vivere un'esperienza che probabilmente per loro e per gli altri prigionieri non ha la stessa importanza: camminare tra ruderi e incontrare beduini non è gran cosa. Per Sebastio invece è un'occasione che lo segna per tutta la vita, non perché apprenda un'abilità che in effetti già possiede, ma perché vive un'esperienza profonda. una singolare unità con gli autori dei dipinti e dei geroglifici egiziani che glieli fa sentire vicini, se non contemporanei però vibranti per un identico senso del mistero della vita la cui potenza, grazie a loro, si risveglia anche in lui. La sua concezione religiosa, la sua appartenenza alla fede cristiana non è toccata bensì potenziata, come accade quando due persone vere si incontrano desiderando di essere amiche: ambedue crescono in umanità.
I disegni, gli acquarelli, le sculture su latta di Sebastio hanno dunque duplice valore: di espressione artistica, possibile anche nelle condizioni umanamente più dure, di senso religioso ritrovato in sé come apertura alla realtà del mondo e di tutti gli uomini voluti da un grande disegno divino.» (Pannello introduttivo alla mostra)
«Significativo scultore del XX secolo, Nicola Sebastio fu protagonista indiscusso del dibattito sull’arte sacra del Novecento. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, fin da giovane entrò in contatto con numerosi intellettuali e artisti che frequentò anche nei periodi in cui si dedicò all’insegnamento presso numerose istituzioni milanesi, tra le quali la Società Umanitaria, la Scuola Beato Angelico e l’Istituto Gonzaga. Autore della statua raffigurante San Giovanni Battista de La Salle, collocata sulla guglia centrale della facciata del Duomo di Milano, Sebastio fu segnato dall’esperienza della seconda guerra mondiale e, in particolare, dalla prigionia in Egitto. Il saggio ripercorre, dunque, le tappe salienti degli anni della guerra, della fuga dal campo di prigionia inglese e del suo nascondimento di numerosi mesi nelle piramidi e nella Necropoli di Memphis. Un’esperienza che lo condusse a iniziare un’opera di studio e rilievo della pittura funeraria egizia che, secondo Costantino Baroni, lo portò a costituire un corpus di disegni “di grande novità e rilievo per la conoscenza e la valutazione critica” della civiltà egiziana.» (Ferdinando Zanzottera)
Mostra organizzata dall’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda in collaborazione con l’Associazione Amici del Palazzo e Parco Borromeo Arese e il Museo didattico del legno.
Spazio mostre ISAL presso Palazzo Arese Jacini, piazza Arese, 12, 20811 Cesano Maderno (MB)
17 dicembre 2022 al 12 febbraio 2023
sabati ore 15-18, domeniche ore 10-12 e 15-18
per visite guidate e aperture straordinarie per scuole e gruppi rivolgersi alla segreteria operativa ISAL: info@istitutoartelombarda.it
ingresso libero
La fonte ufficiale cui rivolgersi per qualsiasi informazione, prenotazione e per verificare eventuali cambiamenti di programma è la segreteria operativa ISAL: info@istitutoartelombarda.it.
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